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fatti il Maffei non cita monumento più antico di tale cartache l’istrumento del 1367,* e il Trombelli fra molti strumen-ti e codici, di cui abbondano l’archivio e la biblioteca del-la sua canonica di san Salvadore di Bologna, non si è maiabbattuto in carta nostrale che posteriore non sia ai 1400.Il Muratori è l’unico, che creda aver veduto in Italia monu-menti anteriori a’ citati tempi (a) ; „ ma questo grand’uomo„ ( dice di lui il Tiraboschi ) con errar perdonabile a chi„ tratta di tanti e sì diversi argomenti, ha qui egli pure„ confusa la carta bambagina con quella di lino „. Anzia dir meglio non ha mai il Muratori distinta l’una dall’altra5poiché la stessa carta bombycìnq , di cui tanto parla il Mont-faucon siccome di bambagio, prende per carta di lino, nè inparte alcuna fa motto di quella di cotone. Quest’è una bre-ve storia della carta, nella quale io altro non ho fatto chemettere in qualche ordine i documenti riportati da var j auto-ri, ed a cui non pretendo dare maggiore certezza di quella,che i critici ed imparziali lettori dagli stessi monumenti alle-gati, e dalle mie qualunque siensi congetture vorranno ri-levare .
Ornati degli Sembrerà talvolta ad alcuno, che più del dovere ci siamo
gii arabi, trattenuti nelPesaminare quest invenzione; ma la grande in-fluenza , ch’essa ha avuta nella moderna letteratura, e il pococonto, in cui gli scrittori di tale materia hanno tenuti gli ara-conto del passo della cronaca de’ Cornisi, mentre questo non dice, che la car-ta di Trevigi fosse di lino, anzi l’unire il laboreria panorum lanae et chartarumpaperum può far credere diversamente ; e la parola Papyro, su cui si vuole farforza, si trova egualmente applicata alle fabbriche dì Fabriano molto più anti-che. Quanto è più glorioso a queste il 'passo del Bartolo citato dal Ludewi~gio e dal Meerman, che non alla tanto posteriore di Trevigi quello dellacronaca de’ Cortusi.
(a) Antichic. voi. ni •