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tarsi all’uso comune de’ matematici. Ed ecco un nuovo enon picchio beneficio, che la coltura europea deve riconosce-re dall’arabica letteratura: passiamo ormai ad esaminarne al-tri di natura ben differente.
Polve da Io non verrò a fare qui il panegirico, nè l’apologià dell’uso militare della polvere da fuoco5 ma dirò bensì, che nonpotrà andare esente di stranezza il pensiero di Polidoro Vir-gilio di volerla far comparire sì esecrabile, e cotanto indegnadell’ingegno dell’uomo, che gli sia d’uopo farne autore ildiavolo -, e ancor quando vogliasi chiamare in dubbio la suautilità nelle battaglie, ciò che non potrà farsi con solide ra-gioni, restano tanti vantaggi della polvere alla società, chesempre sarà dovuta gran lode a chi ci ha procacciata sì uti-le invenzione . L’onore di questa vuoisi comunemente dare aitedesco monaco Bertoldo Schwartz, sebbene gl’inglesi, appog-giati a’ sopraccitati passi di Bacone, questo vantano come sco-pritore di quel secreto della natura. Ma i passi stessi di Ba-cone siccome levano allo Schwartz la gloria d’una scopertaprima di lui conosciuta, così provano, che neppur a Baconese ne può accordar l’invenzione, riportandola egli non solcome conosciuta, ma ancor come messa in opera da altrenazioni. Or dunque noi crediamo di potere con più valevolifondamenti riferirne agli arabi tutta la lode. La storia civileci servirà di guida per andare in traccia della verità di quest’opinione.
Uso della Le antiche guerre ci presentan bensì saette accese e dardiEuropi. ne * infuocati gettati dagli eserciti nelle nimiche città ; ma di bom-barde, nè d’armi da fuoco non fanno motto. Il Muratori (a)non trova nell’Italia monumento più antico, che parli dell’uso
(a) Dissert. xxvl.