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Tomo primo
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delle bombarde, quanto la Cronica dì Trevigì scrìtta da An-drea Radusio, la quale narra essersi queste adoperate neii’an-no 1373 da Francesco Carrara contra i Veneziani. Ma fa-cendo osservazione sopra un passo del Petrarca nel libro Deremediis utriusque fortunae , dialogo 3 9 De machinis et balistis,dove parlando delle armi da fuoco dice : Erat haec pestìs nu -per rara, ut cum ingenti rniraculo cerneretur. Nunc ut renani pes—sirnarum dociles sunt animi, ita cornmunis est, ut quodlibet ge-nus armorum ; e riflettendo essere stato quel trattato manda-to dal Petrarca ad splendìdum natalibusque clarum virum A^o-nem Corrigiurn Principem Parmae, il qual Azone finì di si-gnoreggiare in Parma nell’anno 1344, conchiude legittima-mente, che prima di quell’anno era già comune in Italial’uso delle armi da fuoco. Giovanni Villani nel libro xilcap. lxv delia storia descrivendo la sanguinosa battaglia diGreci in Francia accaduta nel 1346, dice „ che gl’inglesi„ saettavano pallottole di ferro con fuoco per impaurire,„ e disertare i cavalli de’ francesi,,. Ma a dire il vero nonsembrami che questo passo dei Villani provi abbastanza, chefosse già conosciuto a que’ tempi l’uso della polvere; per-ciocché quelle pallottole di ferro con fuoco potevan esserepalle infuocate senza esser come le nostre bombe; ed anzil’uso, che^se ne faceva dagl’inglesi per impaurire soltanto edisertare i cavalli de’ francesi, ci dà argomento di credere,che in realtà tali non fossero. Ma il Ducange ci presentaun più sicuro documento dell’uso che prima di quel temposi faceva in Francia della polvere. Cita egli nel Glossarioalla parola Bombarda il conto di Bartolommeo Drach tesorie-re dell’anno 1338, dove scrive: A Henri de Faumeckon pouravoir pouires, et autres choses nèeessaires aux canons qui es-toient devant Puy Guillaume. E queste parole ben esaminateTomo 1. g g