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suppongono un uso già stabilito, e non più nuovo della pol-vere e de’ cannoni. Vediamo ormai quanto più antiche fos-sero presso gli arabi le armi da fuoco.
Uso delia Nella cronica d’Alfonso XI di Castiglia narrandosi l’asse-
polve da fuo-co presso gliarabi.
presso gii dio fatto da questo re ad Algeziras occupata da’saraceni nelP
era 1380, cioè nell’anno 1332, si dice nel capo 223, che imori gettavano dalla città molti tuoni con palle di ferro, efé gettavano sì lontane, che alcune sorpassavano le file delnimico esercito, ed altre vi facevano della strage: „ Y los„ moros de la ciudad lanzavan muchos truenos contra la„ hueste, en que lanzavan pellas de fierro tamannas corno„ manzanas muy grandes, y lanzavanlas tan lexos de la„ ciudad, que passavan allende de la hueste algunas del-„ las, è algunas ferian en la hueste,,. E nel capo 337 silegge, che nel 24 febbrajo 1334 entrarono nella città cin-que navi cariche di farina, di mele, di butiro, e di pol-vere;,, y de polvora con que lanzavan del trueno. Girola-mo Zurita negli Annali d’Aragona (a) parla d’una inva-sione del re di Granata in Alicante nel 1331» dove por-tavasi certe palle di ferro, che si gettavano col fuoco. So-pra il qual fatto debbo alla gentilezza dell’eruditissimo donAntonio Maians canonico di Valenza un monumento ori-ginale cavato dalla stessa lettera in valenzano idioma , scrit-ta dal Consiglio di Alicante al re d’Aragona don Alfonso,ed alla regina donna Eleonora. In questa dicesi, che sireca ad Alicante il re di Granata in persona con tutta lasua infanteria e cavalleria, e con molte palle di ferro pergittarle lungi col fuoco; „ et moltes pilotes de fer per gitarles„ llunys ab foch „. Più antico ancor si ritrova l’uso delle armi
(a) Lib. vii, cap. xv.
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