Band 
Tomo primo
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245
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„ i passi, che citano come d’Aristotile, ne’ quali il filosofo„ greco sembra istruito di questa nuova scoperta L’Erbe-lot nella Biblioteca orientale cita ancora il titolo stesso, sot-to cui è conosciuto dagli arabi questo libro: Ketab Alahgiar ;dice Titolo cTun trattato delle pietre , e de ’ minerali, e delle lo-ro proprietà, attribuito ad Aristotile. Se vero è dunque trovarsicodici di tale arabica traduzione, come assicura il Falconet,e come sembra supporlo l’Erbelot, essendo ugualmente veronon poter essere d’Aristotile una notizia ch’ei non aveva,dovrassi certo conchiudere, ch’essa fosse assolutamente degliarabi, e che da questi poi i posteriori scrittori la ricevessero.

„ Le lunghe navigazioni ( dice in oltre il Tiraboschi ) che„ essi intraprendevano spesso, e a cui davano occasione gli„ ampi dominj, che avevano in ogni parte, poterono facil-„ mente condurli a questa scoperta Infatti, ch’essi lunghenavigazioni intraprendessero si dice più espressamente nellaprefazione alla Storia de ’ viaggi, dove si legge, che non so-lamente aprirono i porti di Levante e dell’Egitto, con tutti icanali ch’erano stati chiusi per molti secoli, ma che portaro-no il commercio dall’Arabia e dalla Persia, dove erano pa-droni , all’Indie ed alla Cina, particolarmente dal porto diSiraf fino all’ouest di Gomrum. E questo solo potrebbe ser-vire di risposta al camaldolese Abondio Collina (a), ed all’anonimo da lui citato, i quali vogliono levare agli arabi lanotizia della bussola, perciocché credono ch’essi navigazionidi lungo corso non intraprendessero. Oltredichè l’esempio de-gli europei, che per molti secoli la possederono, senza che pe-rò ardissero d’inoltrarsi in più avanzate navigazioni, fa vedereabbastanza, che malamente vorrassi conchiudere la mancanza

Navigazionidegli arabi.

(a) Ac. Bori. tora. il, part, ni.