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Tomo primo
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giudiziosi. Il Bernard, non meno versato nelle matematichediscipline, che nella più recondita erudizione della lingua edelle scienze de’ greci e degli arabi, e di tutti gli antichi emoderni, si prende a dar conto delle circostanze, che posso-no commendare l’astronomia degli orientali, e fra le altre , chereca a tal fine, una è la misura del tempo col pendolo oscil-latorio. Non sarà alieno dal nostro argomento, nè discaro,io credo, a’ leggitori l’addurre qui la lettera del Bernard,quale leggesi nelle Transazioni filosofiche numero 158. La let-tera è diretta al reverendo e dotto dottore Roberto Hunting-ton preposito del collegio della Trinità, e così dice a questointento: Multa sane commendane astronomiam orientalium, felici-tas quidem ,, et clarìtas regtonum , ubi observatum : machinarumgranditas , et accuratio, quantas plerique nostrorum credere noluntcacio ipsos obvertisse . Contemplantiurn insuper numerus , et seri-bentium decuplo major quam apud graecos latinosque celebratur .Ad de decuplo plures munificentiores , ac potentiores principes, quiviris boni ingenti sumptus, et arma caelestia dederunt . Quid veroastronomi arabum in cl. Ptolomaeo , magno constructore artis cae-lestis , injuria nulla reprehenderint : quam illi sollicite temporis mi-nutias per aquarum guttulas , ìmmanibus sciotkeris, imo ( mirabe-re ) fili penduli vibrationibus jampridem distìnxerint , et mensu-rarint : quam edam perite , et accurate versaverint in magno moli-mine ingenii humani, de ambita intervalloque binorum luminarium

et nostri orbis , una epistola narrare non debet . Dabam ex

biblioteca vestra orientali apud Oxoniam vi kal, apr. mdclxxxìiiI .Lascio la grandezza e l’esattezza degli stromenti, lascio leclepsidre e gli smisurati orologi solari, lascio tutte le altrecircostanze tant’onorevoli all’arabica astronomia, e solamenterivolgo l’attenzione alle vibrazioni de’ pendoli, con cui i va-lenti astronomi di quella nazione sapevano distinguere e mi-Tomo I. i i