Band 
Tomo primo
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surare diligentemente perfino le picciole minuzie del tempo.Egli è certo sommamente mirabile , che a tal segno d’esattez-za astronomica e di fisica cognizione giunti fossero i sarace-ni ; ma maggior maraviglia ancora dèe recare a mio giudizioil vedere una tale scoperta non solo venuta in dimenticanza,e perduta affatto per gli europei, ma sfuggita eziandio allediligenti ricerche degli astronomi e degli eruditi, e solamen-te conosciuta dal Bernard, senza esser giunta a notizia d’al-tri nè pria , ne poi . Che però non debba questo credersi unfatto vanamente e con poco fondamento asserito da lui, il mo-do stesso, con cui egli, benché troppo brevemente , l’accen-na , cel prova abbastanza . Quell’annunziare questa misura deltempo riputandola come superiore alle predette, quel riflette-re che ciò dovrà recare maraviglia al dotto Huntington imomirate re, fa ben vedere, che non è questa una notizia gettataall’aria, o inavvedutamente uscita da penna al Bernard, mache viene da lui profferita dopo maturo esame, e dopo atten-ta riflessione. Ma come mai il Bernard, giudizioso e dottoqual egli era, e capace di dare tutto il suo peso ad unaletteraria scoperta sì rilevante, si contenta di scriverla tantoleggiermente , e d’accennarla solamente alla sfuggita ? Comemai la reale società di Londra, che mise fra’suoi atti la let-tera del Bernard , non costrinse l’erudito scrittore a dare suquesta materia più convenevole schiarimento ? Come tant’altriinglesi valorosi nella cognizione della matematica e delle lin-gue , e che hanno avuto il vantaggio di potersi internarenella biblioteca orientale d’Oxford , donde scriveva il Bernardquella curiosa notizia , non si sono messi all’impegno di esa-minare i suoi codici arabici, e di accertarla più esattamente?Mentre bolliva nell’Europa la controversia se la gloria dell’invenzione della misura del tempo coi mezzo del pendolo si