Band 
Tomo primo
Seite
251
JPEG-Download
 

ì

2JI

dovesse al Galileo ed all’Italia, ovver all’Ugenio ed all’Q-landa,. quanta lode non si sarebbe acquistata il Bernard, equalunque altro erudito, che avesse fatto vedere nè all’Olanda, nè all’Italia, nè a nessuna europea nazione potersidare tal vanto, ma essere proprio dell’arabica letteratura ?Queste riflessioni m’hanno qualche volta fatto temere nonforse troppo leggiermente fosse riconosciuta dal Bernard, eprecipitosamente asserita questa notizia , onde poi con più ma-tura attenzione esaminata si trovasse poco fondata ed insussi-stente, e si mettesse in dimenticanza. Ma questo mio sospet-to è svanito aH’esaminare con qualche attenzione il pianodella grand’opera meditata, e comunicata dal Bernard , ripor-tato dal Fabrizio nella Biblioteca greca (a) ; poiché ivi os-servo avere lui fatto tanto studio su la misura del tempo dell’arabica astronomia, che non è credibile prendesse abbaglio inquesto sol punto tanto da lui esaminato, mentre sì giusta-mente parlava degli altri; e penso, che dovendo egli in quel-la grand’opera mettere in tutto il suo lume questa scoperta,si sìa astenuto dh darne prima più distinta spiegazione, e chetutti gli altri inglesi conoscitori del suo valore gliene abbia-no abbandonata tutta l’impresa. Il solo testimonio del Ber-nard potrà certo bastare a molti per assicurare agli arabi ilvanto di quest’importante cognizione ; ma io amerei poterloappoggiare ad alcuni altri non men autorevoli per accrescerglimaggior peso. Forse il Sarmiento nel vasto pelago dell’im-mensa sua erudizione avrà pescato qualche notizia riguar-dante questa materia , mentre scrive non essere per lui un pa-radosso il fare gli arabi inventori della carta, della polvere, edegli orologi automati, sotto il nome de’ quali ponno in~

(a) Lib. ni, cap. xxxnl.