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Tomo primo
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tendersi i pendoli 5 egli certo non è un autore che scriva al-la cieca senza ragionevoli fondamenti. Forse il Casiri tra-scorrendo grinfiniti libri arabici dell’Escuriale, che trattano diosservazioni astronomiche, d’orologi, e di esattezza del tem-po per l’uso deH’astronomla, e per la pratica della religione,si sarà incontrato in alcuni trattati, o in alcune espressioni,che suppongono negli arabi tal cognizione^ la troppo avan-zata sua età non gli ha permesso accertare a mia richiestavarie notizie su tale argomento, ch’egli crede di aver trova-te leggendo i libri dell’Escuriale non senza qualche intenzio-ne di pubblicarle. Forse il Bayer più d’ogni altro potrebbeappagar pienamente questa letteraria curiosità. Vienmi scritto,che la sorte propizia gli abbia presentato un codice singolarepieno di squisite notizie su questo punto, da nessun altro ve-dute ; e noi lo preghiamo di voler per un poco sospenderel’erudite sue ricerche bibliografiche ed antiquarie, e fare par-te alla repubblica letteraria di questo sconosciuto tesoro dellafisica degli arabi.

Osservatori- Gli osservatori astronomici sono essi pure un’utilissima in-venzione venutaci dagli arabi. Il Bailly (a) suppone al tem-po della greca astronomia un osservatorio in Alessandria, e locrede eretto nel famoso museo, che fece sì grand’onore allamemoria de’ Tolommei. Ma io benché vegga negli antichiscritti rammentate molte osservazioni degli astronomi alessan*drini, benché legga descritti molti stromenti inventati da’ me-desimi, non trovo però una specola, o un edilìzio fatto ap-postatamente per eseguire con esattezza e con comodità leosservazioni astronomiche, non trovo insomma un osserva-torio. Certo egli è, che per ciò che risguarda il museo di

(a) Hist> de iastr. mod . toin. I.