Band 
Tomo primo
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Alessandria nè Straberne, nè Ateneo, nè Gronovio, 'nè Neo-coro , nè verun altro antico o moderno di quanti ne hannoparlato, non hanno fatta la più leggiera rimembranza di ta-le edifizio : descrìvono bensì e passeggio e salone e refettorioe bibliotecaj ma osservatorio non mai. Ma gli arabi spessevolte rammentano le specole da lor inalzate ad ingrandi-mento ed onore deirastronomia. Celebre singolarmente si re-se l’osservatorio di Bagdad eretto nello stesso giardino dellacorte del califo, del quale ci rimangono alcune osservazionifatte, ed esposte con tale formalità, come se affari fossero dainteressare lo stato (a). Ad onta delle ingiurie del tempoconservasi ad onore dell’arabica astronomia la famosa torredi Siviglia, la quale, secondo don Diego Ortiz de Zugniga,don Niccolò Antonio, e l’universale tradizione, fabbricata dall’astronomo Moamad Geber, vuoisi per molti secoli adoperataper le astronomiche osservazioni degli arabi e degli spagnuo-li . Gli osservatori che eressero, gPistrumenti che inventaro-no, le considerazioni che fecero sopra gli errori , che soglionoavvenire nelle osservazioni, e i mezzi che pensarono peravanzare d’ogni maniera l’arte d’osservare rendono gli arabisommamente benemeriti dellla moderna astronomia . Ardirò iodi pretendere per gli arabi il nobile vanto d’avere precedutoil gran Newton nella scoperta dell’attrazione ? Forse un’operadi Mohamad figliuolo di Musa avrà contenute alcune senten-ze, le quali trapassate in mano de’ dotti moderni astronomipoterono dare campo al Keplero, ed all’Hook per aprire lastrada al gran Newton per lo scoprimento del vero sistemadell’universo. Ma io non ho distinta notizia di quell’opera,e solamente posso osservare nella Biblioteca arabica de filosofi

(a) Castri toni. I, pag. 441.