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no, e distrutto da Leone Isauro, dove dotti uomini vivesserouniti, godendo vantaggi economici, che loro lasciassero tuttol’agio di coltivare le scienze . Ma la sola moltitudine de’ col-legi, oltre parecchie altre ragioni, basta a distruggere questamia poco fondata congettura. So, che taluno assai versatonell’arabica erudizione porta opinione, che detti collegi fosserouna unione di scuole simili alle nostre università: io stessosono stato molto propenso ad abbracciare un tale sentimen-to, vedendo frequentemente parlarsi di professori dove sonomentovati i collegi. Disaminando alquanto più attentamen-te questa materia, credo doversi riputare due istituzioni di-verse i collegi e le università. Nelle città medesime, dovevengono celebrate le scuole e le università, si trovano inoltre lodati i collegi. Le scuole di Cordova sono assai ri-nomate, commendandosi da molti, con singolari lodi quellostudio, in cui, al dire di Virgilio cordovese, citato dal Fei-joa, dal Sarmiento, e dal Burriel, d’ogni scienza s’udivanonon uno, ma molti maestri; e in Cordova oltre quest’univer-sità v’era altresì un collegio reale. Il ginnasio di Granata,il quale vantavasi d’aver avuti molti illustri professori, eradistinto da’ collegj di quella città, i quali pure hanno godu-ta la medesima sorte di contarne altri non men illustri. Ol-tredichè una sola città conteneva alle volte più d’un colle-gio , e questo solo può far cadere l’opinione di chi li credeuniversità. Granata oltre il detto ginnasio contava il collegioreale, e un altro poi detto Del figlio d"A7ra. Infatti il Bakernarra di Alvasi detto volgarmente Ben Aldabag, che insegnòla giurisprudenza nel collegio reale, e la teologia in quellodel figlio d’Azra. In regio grancuensi collegio juri prudenùam ,theologiam vero in collegio Azrae filii dieta pmelegit . Ondedue distinte cose dovranno riputarsi i collegj degli arabi, e