259
moderna dèe riconoscere dall’arabica letteratura? Ma tempoè ormai di porre qualche termine alle già troppo distese ri-cerche delle arabiche notizie; e ci rimane ancor da vederese nel risorgimento delle belle lettere nell’Europa ebbero gliarabici studj alcuna influenza.
CAPITOLO XI.
dell'influenza degli arabi
NELLA MODERNA COLTURA DELLE BELLE LETTERE.
J-je belle lettere erano cadute nell’Europa in uno stato for- D iver-
. . , , ... . , . sita degli stu-
se ancora piu deplorabile che le scienze stesse, mentre gli dj degli arabiarabi con uguale ardore coltivavano le une e le altre. M a i e "^ re bel *nondimeno non deciderò io sì facilmente, che quella dotta na-zione abbia fatto risorgere le belle lettere nell’Europa, comefinora l’abbiam veduta richiamare a nuova vita l’estinte scien-ze. Non trovo chi andasse alle l'oro scuole ad apprendere lapoesia e l’eloquenza, come molti vi si portavano per impa-rare le matematiche; non vedo tradotti in latino i loro poe-ti ed oratori, come tradotti furono da principio i matematicie i medici ; non iscopro ne’ nostri scrittori allusioni, che cimostrino alcuni vestigj dell’arabica erudizione; nè monumen-to alcuno rintraccio, che vaglia a provare aver i nostri mag-giori lasciato il pedestre e rozzo loro stile, ed alzato il voloa maggiore sublimità su le ali de’ saraceni. Osservo in oltrefra tanti libri greci tradotti dagli arabi trovarsi bensì moltiscritti scientifici d’ogni materia , ma pochissimi, per non direnessuno, risguardante l’amena letteratura. Lo stesso Omero , chefin dal principio dell’impero di Raschid fu trasportato al siriaco,non è stato mai ch’io sappia recato all’arabo. Non Sofocle, non