Band 
Tomo primo
Seite
260
JPEG-Download
 

ZÒO

Euripide, nè anche Safo, nè Anacreonte, tuttoché amori trat-tassero, tanto maneggiati dagli arabi poeti, nè Esiodo pure,nè Arato, quantunque rivolti a didascalici argomenti, sì usatida’ medesimi5 non Isocrate, non Demostene, non poeta in-somma, nè oratore, nè scrittor alcuno di bella letteratura.Quindi il gusto degli arabi in questa parte non potè formarsisu’ bei modelli de’ greci, e rimase sempre qual era sortitodal natio clima conforme al gusto asiatico : nè i nostri studjhanno potuto in questa parte ricavare gran vantaggio dagliscritti e dalle fatiche di tanti dotti arabi coltivatori deira—mena letteratura. E se questa colta nazione è stata grande-mente benemerita delle nostre scienze e perchè ci ha tenutiin deposito i pochi avanzi di dottrina nel mondo rimasti, eperchè la notizia de’ greci autori, e le lor opere ci ha tras-messe, e perchè ella stessa ha ancor arricchito di nuove ve-rità il tesoro della greca erudizione; se noi crediamo, che ilrisorgimento delle moderne scienze sia dovuto agli arabi dalvedere, che i primi europei, che cominciarono a gustare i buo-ni studj, o nelle scuole di quelli furono allevati, o il lattedel diritto pensare da’ loro libri succhiarono ; e perchè nondovremo in ciò che spetta alle belle lettere ragionare diver-samente , e conchiudere, che gli arabi non vi hanno avuta ve-runa influenza, dacché nè ci hanno conservato il gusto gre-co , nè ci hanno fatto parte del loro, nè i nostri letterati nonsono corsi alla Spagna per sentire i loro canti, o per ammira-re la lor eloquenza, nè i loro libri di poesia, o di oratorianon si sono resi comuni agli europei colle versioni latine ovolgari, nè voglia il cielo, che il gusto orientale, che da ta-luni s’introduce nella poesia, si renda più universale, e pensia diseppellire tanti divani degli arabi poeti, che or giaccionoignoti senza verun pregiudizio della nostra poesia ?