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ste, mentre nella provenzale appena trovasi, al dire deirAstrae (a), una trentesima parte di voci gaulesi, mentre laspagnuola non più conserva verun vestigio deirantico parlaredi quelle genti, mentre la stessa inglese sorella della teutoni-ca ha sofferto tal cambiamento coirintroduzione della fran-cese nel secolo xl, che appena si può distinguere se più ve-racemente a quella che a questa sia conforme : ^l’alemanna,più tenace e costante di tutte le altre, ha saputo conservaredell’antica sua madre maggior numero di parole, maggior so-miglianza nell’andamento, e maggiore affinità nella costruzio-ne . Ma ciò non toglie, che gli stessi eruditi tedeschi non ri-guardino l’antica lingua teutonica come lingua diversa dallamoderna tedesca; ciò non toglie, che se taluno di loro vuo-le intendere l’antico idioma di sua nazione non abbisogni distudiarlo quasi altrettanto come usiamo noi fare col latino.Lo stesso Schilter, o il Duchesne, o amendue , tuttoché ver-sati negli antichi monumenti della germana letteratura, nongiunsero a ben intendere la lingua teutonica di Carolo Calvonella famosa convenzione con Ludovico suo fratello; e in-terpretando il testimonio di Nitardo, l’unico scrittore che lariporti, mettono a tentone le parole teutoniche sotto l’equi-valenti francesi, senza potersi accertare del vero lor senso.„ L’antica lingua tedesca ( dice il Bielfeld ( b ) ) non ha che„ pochissima affinità colla nostra lingua moderna. Il carat-„ tere, ch’è chiamato qualche volta carattere de’ monaci, i„ verbi, le frasi, la costruzione, tutto è differente, e vi vuo-„ le uno studio particolare per intendere l’antico tedescoOnde io credo, che gli stessi critici giudiziosi di quella dottanazione non avranno alcuna pretesa di far ascendere la col-tura del loro linguaggio a tempi tanto remoti.
(a) Ibid.
(b) Progres- des Allem. C. IV •