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che questo ritrovasi nel citato luogo della Storia del Langue -doc ; ma quivi riportasi solamente in un fragmento storicodato da Pietro Borei, ricavato da un’antica cronica, di cuiBaluzio attesta avere veduto il manoscritto ; e il dotto auto-re della storia non dà troppa fede a quel fragmento. Nelmedesimo primo tomo pagina 591 cominciano le sue note,ed al §. xix dopo aver detto, che la Faille ne’ suoi Annalidi Tolosa riportando questo frammento molte ragioni adducedi crederlo supposto ; e dopo aver egli pure nuove ragioniallegate per mostrare sempre più la sua falsità, soggiunge anostro proposito : „ Chechè siasi, se quest’è il fragmento di„ una cronica scritta di quel tempo, come crede il Baluzio„ (a) , essa deve essere stata interpolata nel seguito, non so-„ lamente nell’epitaffio di Bernardo, che vi è stato visibil-„ mente aggiuntato, a confessione ancora di quest’autore; ma„ altresì in molti altri luoghi A vista d’un passo sì chiarodel dotto D. Vaisette non so intendere come i suoi confra-telli si lascino acciecare dall’amor patriotico a segno di pro-durre come legittimo tal monumento senz’altra autorità chela citata Storia del Langue do c . Ma che questo non sia l’uni-co saggio dell’eccessivo loro amor della patria lo fanno benvedere molt’altri passi di quella storia letteraria, e segnata-mente su questo soggetto quanto ci dicono dell’antichità delromanzo di Carlo Magno conosciuto sotto il titolo di Fi/o—mena. A chi non sembrerà strano, che fin dal secolo nono siscrivesse una romanzesca storia in lingua volgare? Tale sem-brò perfino agli stessi storici della letteratura francese, i qua-li però acconsentono a riferirla al secolo decimo. Ma il no-minare il vescovato di Saint-Lisier eretto soltanto nel 1151,
(a) Vici, la Faille ibid.