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sì distintamente da Nitardo questa particolarità fa vederequanto ella fosse insolita e nuova. Si cominciò finalmente ascuotere questo giogo, e la poesia fu la prima facoltà, cheruppe gli argini da una vana consuetudine imposti, e senzail velo di voci disusate e straniere s’espose aH’intelligenza ditutti nel comune e nativo linguaggio : quindi si passò a faruso di questo in altre opere letterarie, e nelle scritture an-cora civili; e a poco a poco dirozzandosi le lingue volgarivennero a ricevere politezza e ornamento, e si promosse ilbuongusto nell’amena letteratura. Vediamo dunque se ad in-trodurre questa novità letteraria, ed usare scrivendo la linguavolgare furono stimolati gli europei dall’esempio de’ saraceni.
Uso della Non sarà egli un forte argomento di così pensare il vede-
lingua volga-
re nelle prò- r e che mentre la Germania, e le parti settentrionali dellarabi da ®^ 1 a "Francia e dell’Italia mantenevano celebri scuole, fomentava-no quegli studj che allor erano in voga, e godevano famadi letterate, la poesia volgare nascesse nella Spagna, nellaProvenza, e nella Sicilia, dove altra particolare cagione nonpuò trovarsi che l’influenza de’ saraceni? Attribuisce il Petrar-ca il cominciamento della volgare poesia a’ siciliani; e i sici-liani appunto erano stati dominati dagli arabi. Il Fauchet (a)non sa trovare nella poesia francese scrittore più antico dimastro Eustachio della metà.del duodecimo secolo. Il Gal-land facendo nuove ricerche ha trovato bensì nuovi romanzie nuovi poeti francesi sconosciuti al Fauchet, ma nessunoanteriore all’epoca da lui assegnata (b ). Il Caylus fra moltifavolieri da lui esaminati non ne ha veduto alcuno più an-tico di quell’età. E così potrà dirsi, che tutti i dotti confes-sano non essersi incominciato a mettere in uso negli scritti la
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(a) Rech. des orig• de la lang. et poes. franp . (b) Ac. ime. torri, ni.