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Tomo primo
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lingua francese avanti la metà del duodecimo secolo. Manella Provenza, e nelle provincie più vicine alla Spagna sitrovano poeti alla fine dell’antecedente . La Spagna princi-palmente, siccome quella che più commercio aveva co’ sara-ceni, fu la prima, che, rompendo i ceppi della lingua lati-na, diede libero corso all’immaginazione abbandonata al na-tivo idioma. Già di sopra abbiamo veduto quanto si fos-sero dedicati gli spagnuoli a coltivare la lingua arabica, per-fino a dimenticarsi della latina, e che da questo commer-cio degli arabi cogli spagnuoli si può prendere l’origine delrisorgimento delle scienze. Vediamo or dunque se il medesi-mo potrà dirsi del principio della cultura della poesia, e del-la lingua volgare, e però del rinascimento dell’amena lette-ratura. A tal fine non sarà inopportuno consiglio rimontarealcuni secoli indietro, e tessere una breve storia della forma-zione della lingua e della poesia degli spagnuoli sotto il do-minio de’ saraceni, e dopo le principali conquiste de’ re cri-stiani .

Dal rozzo parlare del volgo, e dall’introduzione di stra- Due ìin-

. . ° . gue volgari

mere parole de’ goti, de’ vandali, e de’ svevi si venne for- comuni nei-mando in Ispagna una nuova lingua diversa dalla latina 5 co-me altre ne nascevano dalla medesima sorgente nell’Italia, enella Francia. Ma all’entrare i mori in quella nazione, e fis-sare in molte provincie il loro dominio s’introdusse parimentel’arabico idioma, e si rese in breve sì familiare alle assogget-tate città, che due potevano dirsi le lingue volgari degli spa-gnuoli 5 una l’arabica ne’ dominj de’ musulmani 5 e l’altra laspagnuola in quelle poche provincie settentrionali, ch’erano ri-maste libere daH’agarenico giogo in mano a’ cristiani. Pochispagnuoli ritirati all’aspre montagne, e sempre coll’armi in ma- f

no per difendersi dagli assalti nimici, e colle guerriere e no-Tomo I. m m