2 7 ^
no nel linguaggio de’ musulmani. L’autore della Paleografiaspagnuola dice, che nel solo archivio della chiesa di Toledosi conservano più di due mila istrumenti scritti in quell’idio-ma ; e più di cinquecento n’esistono parimente nell’imperialeconvento di monache cisterciensi di san Clemente ; e moltedi queste sono di monache, di pretine degli stessi arcivescovi..deii a °po S Ìs"t Quindi pare assai naturale, che mentre da per tutto rìso-spagnuoia. navano vers i ar abici in bocca de’ saraceni e degli spagnuo-li, si provasse taluno ad applicare i metrici vezzi alla linguaancora nascente della nazione, e volesse assaggiare il cantospagnuolo. Veramente essendo l’arabica lingua ripolita, ele-gante, copiosa, ed energica, e la spagnuola rozza ancora edincolta, ciò che si bramava di comporre con esattezza e per-fezione, e in guisa di poter reggere al severo rigore degliocchi critici, sarà certo stato scritto in arabico; ma popolaricanzoni, e versetti da andare in bocca dei volgo punto nondubito se ne sieno sentiti parecchj in linguaggio spagnuolo.Non trovo in verità nessun antico monumento, che sodamen-te confermi questa mia opinione . Ma oltredichè essa sembra-mi assai conforme alla natura ed indole dell’umano ingegno,osservo nella storia del Mariana un passo, che credo potersiaddurre a suo maggior appoggio. Narra questi nel libro vilila conquista di Calcanasor fatta da’ cristiani nell’anno 998 ,e riferisce a questo proposito una voce sparsasi generalmentefra’ coetanei, e tramandata poi fino al suo tempo; cioè, chenel giorno della presa comparve uno in abito di pescatore inCordova, il quale alle sponde del Guàdalquivir in una sìsmisurata distanza di luoghi cantava con voce flebile, alter-nando i versi or in arabica lingua, ora in ispagnuola : A Cal-canasor ha perduto Almampre il timpano . Ben a ragione credeil Mariana favolosa tal voce; ed lo non dubito di darla per