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Tomo primo
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Musica pres-so gli arabi.

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e soggiunge, che alla fine soltanto del regno di san Luigis’introdusse la quinta riga. Se quel dotto scrittore ne aves-se dati gli esempi, come aveva pensato di fare, noi or po-tremmo forse giudicare dell’anteriorità della musica in Fran-cia , o in Ispagna. Ma siccome egli tralasciò quel pensieroai vedere il prospetto d’altr’opera su la musica, e questaalle mie mani non è mai giunta, così non ho veduto mo-numento più antico di poesia volgare ornata di note mu-sicali che le cantiche del re Alfonso: onde saranno forse al-cune reliquie di poesia e musica francese di più remota vetu-stà j ma io certo per quanto abbia ricercato ne’ libri antichidi musica, e in altri moderni, che trattano della sua storia ,non trovo più antiche delle dette cantiche canzoni volgarinotate in musica, mentre queste comunemente cantavansi aorecchio, e le note musicali erano al latino ecclesiastico ri-servate . Ciò che, s’è vero, accresce il pregio di detto codi-ce, ed a non piccola lode torna di quel monarca, che in-trodusse nella poesia volgare sì riguardevole novità.

Or questa stessa credo io poter accrescere le nostre obbli-gazioni verso gli arabi. Imperciocché mentre gli europei al-tra idea non avevano di musica che di salmi e d’antifone,gli arabi scrivevano dotti libri di quella scienza, non soltrattandola secondo le leggi matematiche, ma riducendolaeziandio alle regole del gusto musicale nel canto e nel suo-no. Moltissimi sono i codici, che nella biblioteca dell’Escuria-le s’incontrano riguardanti questa materia, e molti se ne ci-tano nella Biblioteca arabica de 5 filosofi , e in altri libri, cheversano su l’arabica letteratura 5 ma io ne nominerò due sol-tanto riportati dal Casiri (a ), perchè sembrano più opportu-

(a) Tom. I , pag. 347.

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