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to ardore fu abbracciata da tutte ie altre nazioni, che nonsenza ragione si potrà chiamare la madre della moderna poe-sia e dì tutta l’amena letteratura. Ma questa non menodella spagnuola dèe prendere la sua sorgente dagli arabi. An-zi questa, oltre la predetta opportunità della conquista di To-ledo , aveva nella Catalogna più facil adito al commercio co’saraceni, e più agevolezza di profittare de’ loro studj. Al ra-gionarsi di lingua e di poesia provenzale osservo, che quasitutti entro la Provenza e le circonvicine provincie francesi lelor idee ristringono, quasiché la lingua provenzale non fosseugualmente naturale della Spagna che della Francia. Ga-sparo Escolano storico di Valenza così parla delle lingue, chealla Spagna appartengono (a):„ La terza ed ultima lingua„ maestra di quelle di Spagna è la limosina, e più generale", di tutte le altre .... perciocché questa adoperavasi nella„ Provenza, in tutta la Guiana, e nella Gallia gotica, e„ dessa presentemente si parla nel principato di Catalogna,„ nel regno di Valenza, e nell’Isole di Majorica , Minorica,„ Iviza, e Sardegna,,. Anzi don Antonio Basterò nella pre-fazione alla Crusca provengale (b) , e don Saverio Lampillasnel Saggio storico-apologetico della letteratura spagnuola (c) vo-gliono fare propria de’ catalani la gloria d’aver creata quellalingua, e d’averla poi unitamente coll’impero e comando lo-ro comunicata alla Francia, come infatti ne’ tempi posterioripel regno di Valenza, per Fiso le Baleari, e per la Sardegnala propagarono. A quanto dicono questi eruditi scrittori po-trei aggiugnere il testimonio d’un’antica tenzone provenzaleden Albert e del Montge 9 che si trova ne’ manoscritti della
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(a) Part. I, Iib. I, cap. xiv presso il Basterò . (b) §. vi.
(c) Part. I, tom. il, diss. vi, §■ vii.