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Tomo primo
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stero e Lampillas, non negano quest’appellazione alla linguaprovenzale; e però non potendo torle il nome di catalanale aggiungono quello di francese , e la chiamano catalano-francese . Il che tutto potrà provare essere originariamentespagnuola la lingua e la poesia provenzale, madre, e maestradelle moderne lingue e poesie volgari.

Ma che che siasi della prima patria di quell’idioma, su Poesia prò

é v \enzale.

cui non ardisco risolver nulla, certo egli e, che fin dall im-pero de’ goti le provincie meridionali della Francia furono ingran commercio colla Spagna, or essendo le terre francesidominate da’ goti, da’ saraceni, da’ catalani, dagli aragonesie da’ navarri, or distendendo i principi francesi i loro domi-nj nella Catalogna, e in altri paesi spagnuoli. Il frequente efamiliar uso degli uni cogli altri rese comune lo stesso lin-guaggio a’ popoli di que’ regni differenti ; e certa cosa è, cheprima ch’entrassero i conti di barcellona a comandare in To-losa e nella Provenza, tanto la Catalogna, come la Pro-venza e le circonvicine contee adoperavano il parlare cata-lano-provenzale , salito poi in tanto onore nella »repubblicaletteraria. Ma per venire più particolarmente al nostro pro-posito la poesia provenzale non meno si coltivò nella Spagnache nella Francia;’ anzi forse di questa più che della linguasi può dire, che sia nata nella Catalogna, e tramandata quin-di alla Francia. Per provare quest’asserzione potrei farmi for-te col sopraccitato passo dell’antichissimo francese Alberto, ilquale certo dèe avere gran forza; potrei altresì addurre iltestimonio de’ catalani, i quali nella proclamazione cattolica(a) presentano al monarca come un merito della loro lingual’avere dato principio a’ versi, e dicono senza esitanza, che i

(a) §. xv . '

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