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se letti i poemi del greco Omero, quando difficilmente sìandava tant’avanti da poter intendere i poeti latini } e quan-do certamente in tutta la Fraacia non era possibile aver allemani una copia d’Ornero? La scarsezza ancor de’ libri latiniin materia di buongusto, che allor era estrema, rendeva af-fatto impossibile alla poesia provenzale il prendere il lattedalla greca , o dalla latina. Anche ne’ tempi del re Carlo Vverso la fine del secolo decimoquarto, quando in quasi tuttele provincie europee era già conosciuta la poesia, sì pocheopere ritrovavansi di poeti latini, che, non ostante la premu-ra di quel monarca di fare acquisto di libri, altri poeti nonsi vedevano nella biblioteca del Louvre che Ovidio, Lucano,e Boezio. Sicché per questa parte mal si potrà decidere se laprovenzale poesia abbia ricevuta la sua origine dall’arabica,ovvero dalla greca e dalla latina. Ma i frequenti esempj delpoetare degli arabi , che avevano alla vista, e la pochissima,o per dir meglio niuna notizia, che si conservava de’ greci ede’ latini, danno argomento di credere, che gli arabi anzichégli antichi sieno stati presi ad imitare da’ provenirli. Oltre-dichè l’indole stessa e la natura della loro poesia ce ne pos-sono porgere qualche indizio.
Noi abbiamo di sopra veduto, che gli arabi altre poesie oIianza s ^hnon conoscevano che od amorose, od encomiastiche, o sari-venzaìecoU’riche, o didascaliche. L’abate Millot avendo fra le mani rim- arab ’ ca ‘mensa Raccolta delle poesie provengali , che l’instancabile stu-dio del signor de la Curne Sainte-Palaye nella Francia enell’Italia con molti viaggi, con molte spese e fatiche ave-va potuto adunare, tutte le composizioni provenzali distin-gue in galanti, storiche, satiriche, e didattiche. Noi abbiamdetto degli arabi, ch’ebbero alcuni dialoghi poetici detti dataluni componimenti drammatici. De’ provenzali dice il Mil- v