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prova con molte ragioni essere stato spagnuolo l’autore delromanzo della spedizione di Carlo Magno nella Spagna,attribuito falsamente aH’arcivescovo Turpino, e dice, chequest’è il romanzo riconosciuto pel vero padre de’ posterioriromanzi francesi, italiani, e spagnuoli. E tutto questo senon accerta incontrastabilmente l’opinione del Salmasio di de-rivare dagli arabi l’origine de’ romanzi pel mezzo degli spa-gnuoli , la rende almeno assai verisimile.
Ma molto è maggiore a mio giudizio la probabilità di Novelle m»tale discendenza se si parli delle favole, e delle novellettemorali. L’editore delle Novelle francesi apertamente confessa,che molte di queste sono ricavate dall’arabo, soggiungendoessere cosa nota, che tal sorta d’opere è antichissima nell’
Oriente, e ch’è stata sempre tenuta in tanta stima , che haoccupata alle volte l’attenzione del governo. Il sopraccitatoPappon ripete dagli orientali tutte le novelle del Favolierefrancese , che non Stordiscono per inverosimili avvenimenti,ma istruiscono per una morale savia, e per una filosofia in-dulgente. E l’editore stesso del detto Favoliere , il Pappon,e qualunque altro le legge riconosce per orientali L’eremita ,da cui Voltaire prese il suo Zadig , e non poc’altre, chene’ famosi racconti orientali Le mille ed una notte espressa-mente s’incontrano. Questa vaghezza delle novelle e dellefavole orientali, che regnava allora nella rozza Francia, hapresi di nuovo modernamente i francesi eruditi. Le sopran-nominate Mille ed una notte, ed altre tradotte dal Galland,
Le favole di Pìlpai recate al francese dal Gaulmin, e perlasciarne tant’altre I racconti orientali recentemente presenta-tici dal Caylus, provano , che i dotti francesi trovano pasco-lo al loro gusto nelle produzioni degli orientali. Ma questepregevoli merci, che or si trasportano nella Francia dalle