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costituzione de* versi nella poesia provenzale, la troveremo intutto più somigliante all’arabica che non alla greca, ed allalatina. Il padre Filippo Guadagnoli, fr. Agapito dalla Val-le ne’ loro trattati Dell’arte metrica degli arabi dicono, che iversi di questi più si confanno cogl’italiani che .non co’ lati-ni: noi per le ragioni medesime diremo, che i provenzali piùsomiglianza serbano cogli arabici che non cogli antichi.
Per riconoscere viemaggiormente l’origine arabica della somigli™
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provenzale poesia siami lecito osservare alcuni tratti di so mi-rabi poeti eglianza ancor fra gli arabi poeti ed i provenzali. Molti prin-cipi presso gli arabi seguivano la poesia, molti pure la colti-varono presso i provenzali, singolarmente nella Spagna , do-ve maggior influenza aveva il vicino esempio. Fra’ proven-zali ugualmente che fra gli arabi un mezzo certo e sicurodi ottenere le povere e basse persone l’accesso, e favorevoleaccoglienza de’ grandi era la poesia. Uso era d’alcuni prin-cipi arabi, come narra Leone-africano, dare in regalo a’ poe-ti le proprie lor vesti ; e simili doni spesso si leggono fattida’ provenzali signori. Ma il più particolare indizio di cogna-zione fra quelle poesie è l’uso de’ giullari ad amendue ed al-la spagnuola comune. Troppo son noti a tutti i giullari de’provenzali, perchè noi or dobbiamo trattenerci a darne con-tezza: parlaremo però brevemente degli arabi e degli spa-gnuoli, che sono men conosciuti, per mostrare la loro originecomune. Odoardo Pocok nelle note alla pagina 159 narra,che alla fiera d’Alocad molti accorrevano tutti gli anni perun mese intiero a tenzonare cantando i lor versi. E per ve-nire segnatamente alla Spagna Alsalem nella Storia di Grana-ta riportata dal Casiri (a) dice, che in Granata nelle osterie
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(a) Tomo il, pag. 246, e seg.
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