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la lettura di quanti libri latini da’ più nascosti angoli potevapescare, si rivolse ancora allo studio de’ greci. Ma Dissuno piùdel Petrarca viva ed ardente mostrò la passione di correrdietro non sol a’ libri, ma a quanti monumenti alcun vesti-gio avessero d’antichità. Basta leggere le sue lettere percomprendere quanto fosse insaziabile l’avidità degli antichiscritti, da cui egli era preso. Appena viaggiando vedeva dalungi qualche antico monistero, ed egli tosto là si portavaper rinvenire alcuna preziosa reliquia della sua adorata anti-chità: ficcavasi, per dir così, ne’ siti oscuri e polverosi percercare de’ libri5 ne comprava quanti poteva, ne copiavamolti di propria mano, e molti illustravane con correzioni econ note. Non contento delle proprie ricerche, tutti prega-va gli amici suoi a porgere ajuto a sì lodevole zelo; e laFrancia, la Spagna, la Germania, l’Inghilterra, e perfino laGrecia aveva messa in contribuzione di libri. Infatti a que-sta sollecita premura del Petrarca siamo noi debitori dellascoperta di molti codici, ch’ei per se stesso rinvenne, e dipiù altri greci e latini mandatigli dagli amici, molti de’ qua-li nè pure di nome non erano conosciuti a que’ tempi. Nèla raccolta, ch’ei fece abbondante di libri, bastò a satollarel’ardente sua sete dell’antichità : si rivolse in oltre a fare ri-cerche d’altri monumenti romani ; ed il primo fu , che sap-piasi aver formata collezione d’antiche medaglie .
11 Petrar- Dal grido universale meritamente goduto dalle opere deldeiu r moder-Petrarca, dagli straordinarj onori compartiti all’autore dallecittà, dalle corti, da’ re, dagl’imperadori, da’ papi, e da tut-ta quanta l’Europa , dalla generosa sua ardenza di promuo-vere i buoni studj, e dalle nobili sue fatiche per facilitarneogni mezzo si dèe prender l’origine del risorgimento deli’eu-ropea letteratura. Lasciamo al padre Dante la gloria d’ave-