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re prodotta la divina Commedia , illustre primogenita dellavolgare poesia, e riconosciamlo ancor, se volete , a maestrodella italiana favella, che nobilitò co* suoi versi, ed illustròcogli scritti ; ma il padre della moderna coltura, l’autore delrinascimento delle sepolte lettere altro non è certamente cheil gran Petrarca: nè io so intendere come i moderni letteratisi contentino di rimirare quel grand’uomo come un autor dicanzoni e di sonetti, e non piuttosto lo rispettino come illoro padre, ed il vero institutore della moderna letteratura,e noi ripongano nel meritato posto, alla fronte de’ Galilei,de’ Cartesj, de’ Newton, de’ Bossuet, de’ Cornelj, e di tuttii moderni scrittori, a cui egli è stato condottiero felice , edha appianate le vie del dritto pensare , e del buongusto inogni materia, le quali forse senza i primi passi di lui nonsarebbero state da niuno di loro battute. Il Petrarca dunqueristabilì l’antico*onore della letteratura; nello chè non po-ca mano gli diede il suo amico, e quasi direi discepolo, ilBoccaccio.
Questi 3 oltre l’avere colle italiane sue opere illustrata la .n. Bocc ? c 'poesia e la lingua volgare, recò molto ajuto a rimettere nelsuo splendore la latina, e colle erudite ricerche sopra la mi-tologia ed altri punti antiquarj richiamò il gusto dell’erudi-zione e dell’antichità, e fece assaporare i buoni autori la-tini . Infaticabile quasi al paro del Petrarca in promuovere ibuoni studj correva perdutamente dietro a’ codici antichi, dicui traeva più copie per renderli più comuni, faceva ergerenuove scuole, ed ogni mezzo adoperava per giugnere al de-siato fine. Fra gli altri frutti delle fatiche del Boccaccionon è da ommettersi segnatamente lo stabilimento della linguagreca nelle nostre contrade. Egli è vero, che prima delBoccaccio v’erano parecchj italiani, che rivolta avevano l’e-Tomo I. xx