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ti dopo il tempo de’ romani. Le sue storie latine in prosaed in verso, le egloghe, i sermoni, e le altre poesie sono al-trettanti prodigj per quel tempo, e meritarono con qualcheragione la corona poetica airautore. Contemporanei d’Alber-tino aveva Padova due altri poeti, Lovato, e Bonatino, iquali salirono a tale perfezione nel verseggiare, che non te-mevano di venire a gara col coronato Albertino.
Verona può ben gloriarsi di Guglielmo Pastrengo, uomo Altre cittàsommamente versato nell’erudizione e nelle lingue. Rinaldodi Villafranca maestro di retorica in Verona quanto non vie-ne commendato dal Petrarca pel suo sapere! Giacomo Allegret-ti forlivese fondò in Rimini un’accademia di poesia, e diedeil primo esempio a tante accademie poetiche, che hanno poiinondata l’Italia. Napoli vantava nel re Roberto il più let-terato principe, che avesse l’Europa. Bramoso questi di racco-gliere quanti libri mai potesse formò una copiosa biblioteca ,e ne scelse a custode l’erudito Paolo Perugino, il quale sep-pe arricchirla di molti codici greci e latini, e di molte pre-gevoli opere di poesia e di storia. In Milano Gian-GaleazzoVisconti „ con ogni industria si adoperò, secondo il testimo-„ nio d’Uberto Decembrio (a) a raccogliere tutti que’ libri,
„ in cui così i greci, come i latini antichi scrittori ci hanno„ lasciati i monumenti del loro sapere, e molti di esd , che„ giacean quasi sommersi e naufraghi, ha felicemente ricove-„ rati in sicuro porto, e disposti nella sua biblioteca,,. IGonzaghi signori di Mantova avevano raccolta gran copia dilibri talmente preziosi, che vanamente cercherebbonsi altrove,come scrisse Coluccio Salutato, e come ancora nel decimo-quinto secolo in tanta abbondanza di libri d’i gni maniera
(a) Arg. scr. Mei .