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Tomo primo
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Ricerche dilibri e di mo-li umenti an-tichi .

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sembrò ad Ambrogio camaldolese. Così tutte le città dell’I-talia eransi come di comune consenso levate a promuovere ibuoni studj $ e pareva che tutta la nazione si fosse convenu-ta a guerreggiare sotto le insegne dei gran Petrarca per ab-battere la dominante barbarie, e rimettere nel solio la deca-duta letteratura.

Questo lodevole ardore de’ popoli italiani si conservòsempre vivo, nè fu una passeggierà fiamma, che avvampasseun momento , e poi si estinguesse j ma venne anzi ognor piùcrescendo , e diede ogni giorno più chiaro splendore. Il Ti-raboschi nel quinto e nel sesto tomo della Storia delVltalianaletteratura , e il Bettinelli nel suo Risorgimento d’Italia han-no messo nel vero suo aspetto quest’epoca tanto glosiosa all’Italia, che noi ci contenteremo d’abbozzare leggiermente.Giovanni di Ravenna, il Guarino, Vittorino di Feltre, e lanumerosa schiera degli autori del secolo decimoquinto contri-buirono sempre più a propagare il buongusto non sol perl’Italia, ma altresì per tutta l’Europa : le loro scuole eranoseminarj di letterati distinti, donde sortivano i più illustricampioni per dare all’ignoranza l’ultimo crollo, e per fissarestabilmente sul trono la richiamata coltura. Allora si videuscire una piena d’antichi scritti greci e latini, che servironoa fecondare i campi non ancora ben coltivati della nascenteletteratura. Il celebre Palla Strozzi per promuovere lo studiodella greca lingua, ed ajutare la scuola del Crisolora man-cante di libri opportuni „ mandò in Grecia per infiniti volu-„ mi tutti alle sue spese (a) „ . L’Aurispa, portatosi a Co-stantinopoli per erudirsi a fondo nella greca favella, tanti li-bri sacri e profani mandò in Sicilia, che accusato fu presso

(a) Vesp. fior, presso Mehus Vit. Ambr. carnali.