Band 
Tomo primo
Seite
356
JPEG-Download
 

336

latini, nel disotterramento degli antichi monumenti, nehlo schiarimento della favola e della storia, ne’ lumi dellacritica, e nella coltura della poesia e dell’eloquenza gre-ca e latina ; e questi studj, che per l’opera del Petrarcae del Boccaccio tratti furono dall’oscurità e dalle tenebre,andarono sempre più avanti camminando a un giorno per-fetto .

Presa di Co- In tale stato trovavasi la letteratura, quando nel 1453

tantinopoli. <

presa da’ turchi Costantinopoli, ed estinto affatto l’impero dioriente, molti greci fuggendo la tirannica oppressione de’ bar-bari vennero a cercare un asilo in Italia, dove sì grata ac-coglienza avevano prima trovata altri eruditi lor nazionali.Roma, Firenze, Napoli, Venezia, Ferrara, Milano, e tuttal’Italia si vide ad un tratto piena di greci, alcuni de’ qualipensarono poi di tentare la loro sorte in altre nazioni. Esiccome noto era a tutti quanto fosse pregiato in queste con-trade qualunque monumento della greca erudizione, così co-lui stimavasi più sicuro d’incontrare le buone grazie degl’ita-liani che più ricca messe di greci libri potesse seco recareneH’Italia. La copia de’ greci maestri, e de’ codici greci re-se più familiare e comune la greca erudizione, e mercè lafuga de’ greci fece sempre più la coltura maggiori progressi.Ma non pertanto non vedo con quale fondamento^ si vogliaasserire comunemente, che la presa di Costantinopoli, e lasopraddetta fuga debbasi riputare la felice epoca del risorgi-mento della letteratura. I progressi, che fino dal principio delsecolo decimoquarto abbiamo veduto fare le lettere in Italia,troppo apertamente ci palesano, che assai prima di tale epocaerano già rinate, e cresciute, e che non v’ha ragione di fon-dare la moderna letteratura su la rovina del greco impero.Anzi io credo più fondatamente potersi sostenere, che pochis-