360
pressoché sacra; ed era venuto in tale venerazione il suonome, che alcuni per non dipartirsi dalla dottrina peripateti-ca abbracciavano tutti gli errori dei greco maestro e degliarabi cementatori: setta filosofica, che fino dal tempo del Pe-trarca, come abbiam detto di sopra, prese tal piede in Pa-dova e in Venezia, che appena molti anni di poi bastaronoad atterrarla i decreti del Vaticano. E se tutte le scuole nontributavano sì cieca adorazione a quella dottrina, in tutteperò dopo la sacra autorità quella rispettavasi d’Aristotile ; ese Popporsi a’ suoi sentimenti nelle cose meramente naturalinon si condannava per bestemmia, veniva riputato come unainsolente temerità. Col rifiorimento delle scienze si cominciòa trovare spiacevole il barbaro stile de’ filosofi, e si pensò amigliorare il linguaggio latino delle traduzioni d’Aristotile ede’ trattati filosofici, ma non a correggere la dottrina, o acambiare le opinioni tramandate da quel maestro, o da’ suoicementatori.
Paniti fi- Mentre quest’era l’universale disposizione degli animi de’
losoftci nella
Grecia, latini, la Grecia letterata era in due partiti divisa. La filoso-fìa di Platone, già da sé assai sottile, assottigliata ancora di piùdalle speculazioni de’ posteriori sofisti, trovò più coltivatori inAlessandria, dove fiorivano le scienze; e la filosofìa platonicadivenuta alessandrina si propagò nelle scuole cristiane, ed eb-be a seguaci Origene, e gran parte de’ primi dottori dellanostra religione. Quindi ne’ monisterj, siccome più attaccatialle dottrine religiose, e più tenaci de’ partiti che una voltaabbracciarono, si conservò lo studio di quella filosofìa, segui-tasi per tanti secoli, e credutasi più confacente a’ sacri mi-sterj. Ma in Costantinopoli, metropoli dell’impero, colle altremolte novità che si spacciavano quella s’introdusse d’abban-donare gli avanzi platonici, e d’appigliarsi alle opinioni di
S