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Reuclin, e il Tritemio, l’ajutarono ad introdurre, ed a pro-muovere il buongusto nelle regioni del Settentrione,uFrane- del " L’università parigina, che a sè chiamava da tutta l’Europa
chiunque nelle teologiche discipline procacciar voleasi qualchenome, non era la destinata ad aprir l’adito nella Francia al.lume delle buone lettere. L’amore della contesa, e lo spiritodi partito, che si fomentava nelle università, poneva un osta-colo all’ingresso delle pacifiche muse. Anche nell’Italia Bolo-gna, che albergava la più famosa università, in cui i legalistudj portavansi in trionfo, non abbracciò con uguale ardoreque’ delle belle lettere; e nel tempo che tutta l’Italia confuror li seguiva si lamentava il Filelfo, che i gentili bologne-si non ne facessero più conto. La coltura entrò nella Fran-cia dalla parte d’Italia ; e la corte del papa per tanto tempostabilita in quel regno vi attrasse i più eruditi uomini di tut-ta Europa. La quasi stabile residenza del Petrarca in Avigno-ne, i suoi viaggi per tutta la Francia, e singolarmente a Pa-rigi, fecero conoscere ed amare quel grand’uomo da moltifrancesi; e la sorte del Petrarca era di non poter essere co-nosciuto da alcuno senza che tosto non gl’infondesse l’amoredelle lettere. Il lungo soggiorno di due anni fatto in Parigidal greco imperadore al principio del secolo decimoquintodovette eccitare in quella capitale ed in tutta la Francial’ardore d’istruirsi nella lingua greca, e di coltivare l’amenaletteratura. Il Prendilacqua nella Vita di Vittorino di Feltrefa vedere, che questo desiderio era stato a molti ispirato; poi-ché narra, che parecchi francesi venivano insino a Mantovaper succhiare il latte delle belle lettere nelle scuole di quelrinomato maestro. Fin dal principio di quel secolo fu sceltoa prefetto della biblioteca vaticana il francese Pietro Assali-ti, il quale per lunghi anni ne ebbe la direzione, e nel se-