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Tomo primo
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sto Giacomo Ximenes Muriel era andato tant’oltre nell’intel-ligenza del greco idioma, che si meritò gli dedicasse Costan-tino Lascaris un trattato sopra i greci accenti, siccome a co*lui, che non sol gustava la bellezza della lingua,, ma deliadelicatezza degli accenti era amante, venendo però chiama-to dal Lascaris (piXéXXph xai cpiXoróya nella dedicatoria re-centemente pubblicata dall’or citato Yriarte (a). Il dotto Fer-dinando di Cordova basta egli solo a smentire il pregiudiziodi voler prendere l’origine della moderna letteratura spagnuo-la dalle scuole del nebrissense. Quanto egli fosse giusto sti-matore de’ buoni studj assai lo dà a vedere e il cominciatosuo Paralello delle due filosofie d’Aristotile e di Platone , ela finita sua opera Del vano artifìcio dì voler saper tutto , ela sua edizione dell’opera Degli animali d’Alberto Magno, incui l’arduo impegno si prese di dare un catalogo di tutti inomi degli animali in greco e in arabico, ed altre sue glo-riose ed erudite intraprese . La lingua latina aveva già fattimolti progressi in Ispagna prima che il nebrissense vi comin-ciasse ad insegnarla. Scritte aveva Alfonso di Palenzia dotteopere grammaticali pe’ sinonimi, eleganti storie, un diziona-rio universale in latino e in volgare, e molte traduzioni d’o-pere greche e latine. Giovanni di Pastrana una Grammaticaaveva composta, di cui con vantaggio della lingua latinausare potessero le scuole. Giovanni Esteve di Valenza avevapubblicato il suo libro Dell''elegante . Alfonso di Benaventeaveva recitata nell’università di Salamanca la bella sua ora-zione latina encomiata da Marineo Siculo intorno alle lodidelle scienze, e quella della maniera di leggere e di studia-re , ed altre ugualmente degne d’essere celebrate. Garzia di