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Menesses colla sua orazione latina recitata in Roma alla pre-senza di Sisto IV e di tutto il sacro collegio erasi guadagna-ta tal ammirazione de’ romani, e singolarmente di Pompo-nio Leto, che questi non potè contenersi dall’esclamare : Pa-ter sancte , quìs est iste barbarus qui tara diserte loquitur? Ono-rando allora gl’italiani col nome di barbari quanti non aves-sero goduta la sorte di nascere sotto il beato lor clima . Le-andro di Murcia soprannominato aveva co’ versi latini ecci-tata tal maraviglia , che faceva pensare ad alcuni fosse in luirisorto Virgilio. Erasi celebrato in Valenza quel certame poe-\ tico , i cui componimenti in varie lingue furono posteriormen-te dati alle stampe, e pubblicati in un tomo in-quarto. Era-no insomma a sì felice stato ridotte le belle lettere, che, ma-lamente dirassi doversi il loro rinascimento al ritorno del ne-brissense. Ma ciò non pertanto resta al nebrissense la sua benchiara gloria, e sarà sempre vero, che alle sue pubblichescuole in Siviglia ed in Saiamanca, alle sue istruzioni, a’suoi esempli, ed a’ suoi libri si possono riferire i rapidi pro-gressi , che alla fine del secolo decimoquinto ed a’ principjdel decimosesto si videro nella spagnuola letteratura,coitu- L’Inghilterra godè ugualmente de’ benefici influssi dell’ita-
ra dell’ In- _ v .
ghiitei-ra. liano sapere , ne la separazione del continente le fu d’ostaco-lo a partecipare del moto e del calore letterario, ch’erasi perl’altre provincie europee felicemente diffuso. Al principio delsecolo decimoquinto il Crisolora ed il Poggio si portaronoall’Inghilterra , e quegli studiosi nazionali premurosamentecercarono di profittare delimitile compagnia del greco e dell’italiano, e di provvedersi col loro mezzo d’ogni buona dottri-na. Non contenti di questo vantaggio venuto loro alle manipensarono molti ad abbandonare la patria per procacciarloaltrove. L’inglese letteratura deve gran parte dei suo splen-