Band 
Tomo primo
Seite
373
JPEG-Download
 

373

dorè al monaco Giovanni di Lygdate, il quale dopo averescorse molte nazioni d’Europa per arricchirsi di utili cogni-zioni, tornato in patria si prese ad istruire nobili giovani, eda comunicare a’ suoi nazionali l’erudizione acquistata daglistranieri ; ed essendosi nella volgare poesia studiosamente eser-citato, principe degl’inglesi poeti del suo tempo, molto giovòa nobilitare la lingua e la poesia della nazione. Nè minoresoccorso portò all’inglese letteratura Guglielmo Gray, il qua-le venuto in Ferrara alla scuola del Guarini, non si contentòdi tornare in patria fornito delle lingue greca e latina, mamoltissimi libri fece copiare , onde spargere fra’ suoi la coltu-ra . Ciò che pure fece Giovanni Gundorpio provvedendosi dilibri greci e latini nell’Italia. Co’ quali mezzi si andò tal-mente coltivando lo studio delle lingue e dell’erudizione,che Giovanni Frea si vide in istato di tradurre in latino labiblioteca di Diodoro Siculo: Quod opus ('dice il Leland, nonso con quanta ragione (a) ) itali Poggio vanissime attribuuntfiorentino .

Quest’era generalmente lo stato dell’Europa riguardo alla Migliora-

® mento di tut-

letteratura: studio di lingue, ricerche di libri antichi, tradu- ta lalettera -zioni, conienti, ed illustrazioni erano l’occupazione della mag-gior parte de’ letterati. Ma da questi studj d’uopo era, chenon piccioli vantaggi derivassero ialle scienze naturali, edall’ecclesiastiche. Colla lettura de’ buoni autori imparavasialmeno il retto pensare, e si acquistava il buon senso, chedalle vane sottigliezze, e dal gergo scolastico per poco nonsembrava essere affatto spento. Il Petrarca riprendendo l’abu-so dell’autorità degli arabi commendava la lettura de’ greci-maestri; ed ei medesimo nel tempo, in cui altro non amava-

(a) Pag. 4 6 y.