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si che disputare, saviamente insorse contro le dialettiche ca-villazoni . Il desiderio di vedere restituito alla romana mae-stà lo studio legale mosse l’eloquenza di Lorenzo Valla adeclamare pubblicamente in Pavia contra l’adorato Bartolo,esponendo a pericolo la propria vita per combattere a favo-re del buongusto . Si cominciò a vedere ciò ch’era inutile onocevole nelle discipline delle scuole per passar quindi a ri-cercare ciò che fosse profittevole e vantaggioso. Infatti tuttele scienze entrarono allora in nuovo vigore. Lionardo di Pi-sa, Luca da Borgo San Sepolcro, il cardinale di Cusa, Pur-bac, Walter, e singolarmente Regiomontano fecero rifiorirele matematiche. Pietro d’Abano, il Mondini, Guittone deCauliac, ed altri professori delle università, singolarmente diMontpellier, e molti traduttori de’ medici greci, se non ar-ricchirono di nuove scoperte la medicina la purgarono alme-no di molti pregiudizj, e la richiamarono al diritto sentiero.Quanto co’ nuovi studj guadagnasse la filosofia l’abbiamo digià veduto: gli studj delle lingue e dell’antichità, che contanto ardore si coltivavano, aprirono l’adito alla lettura, edall’intelligenza de’ padri greci e latini, e quindi alla maggiorcognizione delle sacre materie da lor trattate. I concilj allorcelebratisi obbligarono i teologi a studiare più attentamentele scritture, i padri e i teologici e canonici scrittori, ed adiscutere i punti con più profonda maturità che non si fa-ceva nelle scuole. Le eresie di Wiclef, e di Huss, la legitti-mità del papa, la vera autorità della chiesa, ed altre mate-rie trattate ne’ concilj di Costanza e di Basilea richiedevanoda’ padri congregati ben altre meditazioni ed altri studjche la decisione d’una crociata, o la condanna 'de’ beguini,o le questioni discusse ne’ secoli precedenti. Spettacolo piùgrande non si era veduto al mondo quanto quello del con-