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cilio di Ferrara e di Firenze : i più dotti uomini dell’Orientee dell’Occidente, le due chiese greca e latina venire alle ma-ni, e tenzonare per difendere ciascheduna la propria dottri-na, e per portare in trionfo pel mondo tutto le opinioni nel-la propria patria insegnate. Lo zelo della religione, e l’amo-re della patria si univano insieme, e somministravano armiall’eloquenza ed al sapere di que’ dottori, per tenere in vi-gore, e non lasciare soccombere il sostenuto partito; e facilcosa è pensare quanto lume ricavassero da tali contese nonmeno che le ortodosse verità, le teologiche discipline. Gio-vanni Gerson, Niccolò Clemanges, il Zabarella, Giovannidi Segobia, il Turrecremata, il Tostato, e varj altri insigniteologi fiorirono a que’ tempi a difesa della religione ed avantaggio de’ sacri studj . Un’altra sorta di teologia a que’secoli non conosciuta , ed a’ nostri usata a dismisura, s’intro-dusse allora per l’opera dello spagnuolo Sebeide, il qualepubblicò un trattato di Teologia naturale , grandemente stima-to dal Montagne, e lodato parimente dal Grozio. Gli studj,che meno vantaggiarono col rifiorimento della letteratura, fu-rono i legali ; perchè sebbene da molti professori vennero col-tivati, non altro ottennero dalle loro fatiche che vedere ac-cresciuto il numero delle glosse e delle somme, e di altret-tali opere, più opportune a confondere ed oscurare che adillustrare le leggi.
Ed ecco qual era lo stato delle lettere quando alcuni Avvertimen-ti favorevoli
notabili avvenimenti fortunatamente si combinarono a render- al!a Iettera -
tura,
lo più lieto. La caduta del greco impero, come abbiamo giàdetto, se non fu la sorgente della moderna letteratura, leservì però di grande soccorso col facilitarle l’intelligenza dellalingua greca, coll’arricchirla di molti libri, e coll’agevolarlel’acquisto della greca erudizione. L’invenzione della stampa ac-