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Tomo primo
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Protezio- Perchè lasciando da parte i Medici, i quali fin dall’ante-

ne delle let-

teire di tutti cedente secolo si erano acquistato in Firenze il glorioso no-

1 principi d i- 1 0

taha. mQ p ac j r i delle scienze 5 senza contare i Gonzaghi, chenon solo in Mantova, ma in Bozzolo, in Sabbionetta, inGuastalla, e in tutte le città di loro residenza fissarono col-la loro corte il seggio delle muse ; passando in silenzio lacorte d’Urbino del più scelto fiore della letteratura compo-sta 5 sola Ferrara, la corte sola degli Estensi presenta unteatro sì glorioso alle lettere, che non senza ragione i devo-ti a que’ principi avrebbono potuto onorare quel secolo colnome degli Estensi. Il dotto Francesco Patrizj scrive al ducaAlfonso ( a), ch’egli era stato chiamato sotto la sua magnani-ma protezione „ sotto la quale ( dice ) ella ha raccolto„ tanti uomini egregi in ogni nobile disciplina, che non è„ principe, che possa dire d’andarle al pari „ . Ma molto piùmagnificamente diffondesì nel lodare il favore prestato allelettere da quell’illustre famiglia, dedicando a Lucrezia d’Estela sua Poetica 5 poiché lungamente dimostra ad essa in granparte dovuto in ogni genere di 'studj il risorgimento dellaletteratura. Alberto Lollio in un’omzione recitata all’accade-mia di Ferrara fra i molti mezzi da quella città presentatiagli studiosi delle lettere annovera „ U) studio pubblico pie-„ no di uomini dottissimi ed eloquentissimi, la copia de’buo-„ ni libri greci, latini e toscani, le molte e .continue lezio-„ ni e dispute dell’accademia, la dilettevole e grata conver-„ sazione di tanti spiriti pellegrini, i quali mossi dal deside-„ rio d’acquistar la virtù da tutte le parti d’Europa quasi a„ stuolo in questa patria concorrono „. Da sì generosa pro-tezione degli Estensi nacquero sani e copiosi frutti in ogni

(a) Dei. della mìl. rom.