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Tomo primo
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più ardore che non era da aspettarsi a que’ tempi, e in qual-che modo aprirono l’adito a’ moderni, che andarono in trac-cia della vera filosofìa . Il Telesio, e il Patrizio non solo ar-dirono d’abbandonare raristotelico partito, ma ebbero altresìil coraggio di dipartirsi dalle altre guide da loro scelte , e silevarono in molte cose a pensare da sè. Di quanto sforzod’immaginazione e di raziocinio non aveva di mestieri il Pe-reira per ritrovare le idee affatto nuove, che nella sua Mar-garita Antoniana si leggono, e singolarmente per creare il si-stema delle anime delle bestie , che tanto romore menò pres-so i cartesiani nel secolo susseguente ? Lascio stare l’arditezza,o l’imprudente temerità di Giordano Bruno e del Cardanod’innovare ogni cosa ; poiché non servì ad altro che a con-durli a più enormi errori, e alle più solenni pazzie, facendostupire, che uomini avvezzi al pensare geometrico s’abbando-nassero a fantasie sì stravaganti. Più prudentemente sepperoaltri fare uso delle matematiche per lo studio della filosofìa,e per la cognizione della natura. Pietro Monzon introdussein molte scuole di Spagna la lodevole costumanza di pre-mettere secondo il consiglio di Piatone gli elementi dell’arit-metica, e della geometria allo studio della filosofìa. Altridalle geometriche speculazioni alle quistioni fisiche discenden-do cominciarono a dare nuova forma allo studio della natu-ra -, e così una fisica affatto nuova cominciò a nascere allafine di quel secolo nelle mani del Galileo. Dalle dispute delPomponazio, del Cremonino e d’altri sopra l’immortalità dell’anima, sopra l’esistenza di Dio, e sopra simili oggetti spiri-tuali nacquero la pneumatologfa, e la nuova metafisica. Ilcelebre Montagne dalla sottigliezza del suo ingegno, e dallavivacità della sua fantasia trasse una nuova morale, stimataancora ne’ tempi più illuminati.