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Tomo primo
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Storia na-turale .

Gli studj della storia naturale e della botanica, i piùopportuni mezzi per ben conoscere la natura furono adope-rati in quel secolo con tale felicità, che appena restò partealcuna della natura, che non si cercasse allora di scoprire.Le prime cure degli studiosi all’intelligenza si rivolsero degliantichi scrittori, che avevano illustrate tali materie. Così mol-ti applicavansi a tradurre, ed a comentare Aristotile, Diosco-ride, e gli altri greci, che hanno lasciate opere alla storianaturale spettanti. Una particolare scuola tenevasi in Sala-manca per ben intendere i libri di Plinio, delia quale essen-do professore il Pinciano scrisse le dotte sue osservazioni so-pra i passi oscuri, o depravati di quest’autore. Qualche co-gnizione sarebbesi acquistata della natura colla giusta intelli-genza degli antichi scrittori; ma quella sola non bene avreb-be corrisposto ai lumi filosofici del secolo decimosesto. D’uo-po era in questa, come in tutte le altre scienze, sortire dal-la carriera, che avevano calcata gli antichi, e camminare dasè negli spaziosi campi della natura. Opportunamente a taluopo le due Indie poc’anzi scoperte nuovi oggetti presentava-no, e sotto nuove sembianze mostravano la natura. Nontardarono infatti gli spagnuoli ed i portoghesi a prevalersi dioccasione sì favorevole, ed acquistare quante notizie potesse-ro della natura novellamente spiegata. Così il portogheseGarzia de Orta , al dire deU’Aller (a), primus glaciem fregit,et naturam vidit . Mandato in America governatore di San-Do-mingo Gonzalo d’Oviedo divise per ben dieci anni il suoanimo fra le cure del governo e le ricerche della storia na-turale . Filippo II re di Spagna, bramoso di ricavare dalleconquiste d’America non meno che l’oro nelle miniere nasco-

(a) Bibl. hot. tom. I.