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sci, de’mostri degli alberi, de’ metalli, e parve insomma,
come dice il Tiraboschi (a) , dal ciel destinato a squarciare il
gran velo, in cui avvolta sfavasi la natura, e a scoprirla
qual ella è agli occhi degli uomini. Le utili istituzioni de’
musei di storia naturale, e degli orti botanici prendono laloro origine da quel secolo. La Metallotheca del Mercati èun’opera anche oggidì molto stimata dagl’intendenti, la qua-
che la spiegazione delle
le altro non contiene
rarità naturali
nel museo vaticano raccolte, in quel medesimo ordine, nelquale vi si tenevano riposte j ciò che fa vedere quanto si fos-se già allor avanzato nella cognizione della storia naturale.Nel vaticano pure era un grand’orto botanico , alla custodiadel medesimo Mercati affidato. Bologna, Padova, ed altrecittà avevano un simile tesoro di esotiche piante ; e quantofosse comune presso i particolari avere nelle loro case taliorti lo addita l’Aller nella Biblioteca botanica . Tutte le qua-li cose abbastanza provano con quanto impegno ed ardore sicoltivassero in quel secolo tali studj .
Nè minori furono i vantaggi della notomia , la quale ot-tenne a que’ tempi molti famosi ristoratori. L’Achillini, Be-rengario di Carpi, il Gonthier, il Fernel, l’Ingrassia, il La-guna, ed infiniti altri medici si fecero nome d’anatomici, ecolle loro dotte fatiche riposero in onore quello studio venu-to in dimenticanza . Ma il vero padre della moderna notomiadèe riputarsi il tedesco Vesalio, il quale fin dall’età di vent-ott’anni aveva già scoperto, al dire del Senac (a), un nuovomondo. Il Portai nella sua Storia della notomia e della chi-rurgia considera il Vesalio come uno de* più grand’uominiche sieno venuti al mondo per illustrare le scienze. „ Van-
(a) St. lett. tom vi., p. il.
(b) Du coeur tom. I •