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Tomo primo
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storia, e venne a poco a poco a restarne intieramente sban-dita . Le vite de’ santi si scrivevano con più credulità e di-vozione che verità ed esattezza. Surio, e Lipomano intro-dussero in questa parte di storia il buon senso e la critica,che venne poi nel martirologio del Baronio ad alquanto mag-giore severità. Il Panvinio, il Ciacon, ed altri eruditi si pre-sero ad illustrare le vite de’ papi, siccome quelle, che la mag-gior parte compongono della storia ecclesiastica. Lo spiritod’antichità, e l’amore delle ricerche erudite faceva andare intraccia di varj punti sconosciuti alle cose ecclesiastiche appar-tenenti, e ne venivano fuori dotte disquisizioni, ed interes-santi notizie. Ma tutte queste non bastavano a formare uncorpo di storia; ed ancor non erasi scritta pienamente unastoria ecclesiastica. Bisogna pertanto dare la gloria di taleimpresa agli eretici, i quali prima de’ cattolici pensarono adistendere seguitamente la serie de’ fatti riguardanti la chie-sa, e dare una storia ecclesiastica, che le variazioni delladottrina, la depravazione de’ costumi, la rilassatezza delladisciplina, e tutti que’ punti, che nella falsa loro riformaavevano presi di mira, mostrasse storicamente. Tale è la fa-mosa opera, che col titolo di Centuriae magdeburgenses si pub-blicò in Basilea; la quale scritta con maliziosa franchezza,con erudite menzogne , e con ingegnosa malignità servì ma-ravigliosamente al lor intento di confermare nella credenza iseguaci, e di crearsi presso i cattolici nuovi partigiani. Unatal opera doveva certo eccitare lo zelo di molti ortodossi aprodurne delle altre, le quali gli asseriti fatti smentissero, ela dolosa fede scoprissero degli scrittori. Fra tutti i dotti cat-tolici , che a tale cimento si accinsero, nessuno or merita di-stinta memoria, oscurando la fama di tutti il nome del granBaronio. Egli solo prese la diritta via d’atterrare la fatai