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Tomo primo
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avevano saputo conservare incorrotta ia dignità delle Musespagnuole. I medesimi passi aveva seguita la prosa, la qualefin dairOiiva , ed altri scrittori del principio del secolo deci-mosesto insino al Cervantes, al Ribadeneira, al Saavedra , edaltri, che toccarono alcuni lustri del seguente , fece pompa del-le sue ricchezze, e punto non decadde della sua nobile mae-. sta. Ma vennero poi le acutezze, i pensieri falsi, Taffettazio-ne, la gonfiezza , l’oscurità, e portando il guasto a ogni co-sa, videsi in breve tempo la lingua e la poesia spagnuoladecaduta dall’antico suo splendore . Pur nell’immensa folla dipoeti, che i regni del III e del IV Filippo infestarono, e intanto numero di scrittori d’ogni sorta , che in que’ tempi ven-nero fuori, si distinguono con onore un Borgia principe diSquilace, un conte di Rebolledo, e un Cascales poeta e scrit-tore d’arte poetica, un Luca Cortes, un Luigi Salazar, unPellizer, ed altri storici, e uno storico e poeta, che vale permolti, il famoso don Antonio Solis. Ma quantunque l’Italiae ia Spagna sieno alquanto decadute dal loro onor letterarionel secolo decimosettimo, questi danni particolari non debbo-no essere di niun peso rispetto al bene universale di tutta laletteratura. Al considerare in diverse epoche lo stato di que-sta non dobbiamo riguardare i piccioli accidenti nelle parti-colari provincie avvenuti, convien por mente a’ vantaggi eda’ discapiti, che da quel tempo ricavarono le lettere. E inquesto aspetto e chi potrà negare, che il secolo decimosettimonon sia sommamente glorioso, e vantaggioso sopra tutti glialtri allo stato presente della moderna letteratura ?

Diamo uno sguardo a tutta l’Europa letteraria, e la ve-dremo occupata nella lettura degli scrittori del secolo pas-sato a preferenza degli altri, che con tanta lode erano pre-ceduti . Chi più conosce ora i Mussi, i Savonarola, mentre

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Scritti delsecolo deci-ciosettìmo su-periori a que*del decimo-sesto .