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Tomo primo
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tutti van dietro a’ Segneri, a’ Bourdaloue, a’ Bossuet, a’ Fle»chier, e ad altri oratori di quel tempo? Quanto son più op-portune a formare lo stile degli avvocati le orazioni forensitroppo ancor difettose del Patrou e del Pelisson, che non le studia-te arringhe del celebrato Badoaro ? Girano nelle mani di tutti lelettere della Sevignè e d’altri francesi ; ma quelle del Bembo e delCaro chi può leggerle senza insofféribile noja? Dalla Russiafino alla Spagna, e dal Portogallo insino all’Ungherìa servo-no d’onesta lettura, e d’utile e dilettevole istruzione il Di -scorso sopra la storia universale del Bossuet, ed il Telemacodel Fénélon; mentre giunti sono alla cognizione di pochissi-mi fuor d’Italia le Arcadie del Sannazzaro, e gli Asolani delBembo. Le storie del Guicciardini, dell’Ulloa, del de Thou ,e d’altri autori di quel secolo si cercano dagli eruditi per im-parare la verità de’ fatti che narrano, sebbene non semprevi possono ritrovarla ; leggesi la storia del Solis non solper sapere avvenimenti sì memorandi, com’essa riporta, maper godere altresì della leggiadria delle amene descrizioni,degl’interessanti racconti , e della bellezza dello storico stile :e le Rivoluzioni dell*Orleans , e le storie del Davila e deiBentivoglio non superano nell’eloquenza storica quelle di al-tri più antichi, e talvolta più pesati scrittori? L’Ariosto edil Tasso sono certamente autori classici, rispettati a ragione datutti i poeti dell’Europa; ma sono forse inferiori nella cele-brità il Corneille , il Racine, e il Moliere? anzi non sonomolto più letti i loro drammatici componimenti che non gliepici poemi degl’italiani cantori ? Che grand’onore recano al-la poesia i sonetti del Costanzo, del Casa, e di pochi più,che dalla folla si distinsero de’ verseggiatori di quell’età ? Echi è mai che li legga fuor dell’Italia ? Ma le favole del laFontaine, e le pistole dei Boileau si studiano con uguale prò-