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moderati gli spagnuoli, mettendo le burle in bocca a’ servi-tori ed alle basse persone , (ielle quali poco o nissuno inte-resse si prende nell’azione; mentre gl’inglesi delle medesimepersone fanno soggetti della tragica compassione, e delle co-miche burle. Chi mai si sarebbe aspettato, che nel Sejano diBen Johnson Silvia dovesse muovere le risa dell’uditorio te-nendo in circostanze sì serie una scena col medico sopra gliartifizj di ajutare le femminili bellezze? Le picciole invidiedonnesche quanto riescono comiche e ridicole, altrettantosembrano mal collocate nel Catilina. Prospero nella Tempestadel Shakespear parlando con Ariele, non veduto dagl’interlo-cutori , non è un soggetto troppo opportuno per eccitare il risonegli spettatori. Lo stile gonfio ed affettato è più comune a’drammi spagnuoli che agl’inglesi ; ma anche in questi si sen-tono metafore ardite , e ridicole sottigliezze . Molti esempj po-trei recare di tali difetti in parecchi pezzi del Shakespear;ma atterrommi soltanto A’ due gentiluomini di Verona , perchèquesta, secondo il testimonio del Pope, è d’uno stile men fi-gurato , men affettato , e più naturale che la maggior parte dellecommedie del medesimo autore. In questa -dunque dà il duca diMilano il bando a Valentino per essere innamorato della suafigliuola, e lo fa un Fetonte , che aspira a guidare il celestecarro, e coll’ardita sua follia dar fuoco al mondo, lo fatoccare le stelle, e lo riprende con tali espressioni, che nonpiù mostrano il buongusto dell’autore di quel ch’esprimanola passione , di cui è occupato l’animo dell’interlocutore . Maancora meno opportunamente si trattiene seco medesimo Va-lentino ad isfogare il suo dolore : ,, E perchè non morire„ (' dice (a) ) piuttosto che vivere in tormento ? Il morire è
(a) Atto ni, scena ni.
Tomo l.
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