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Tomo primo
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- alla sua nazione le ricchezze delle straniere, e si propose find’allora, che il Menteur non fosse, come dice egli stesso,l’ultimo imprestito, o furto, ch’ei farebbe agli spagnuoli. In-fatti dalla commedia di Lope di Vega amar sin saber a quienformò egli la sua Suite du Menteur. Il Convitato di pietra diMoliere è tutto spagnuolo, e la Principessa d’Elide del me-desimo non è che una copia del Desden con el Desden didon Agostino Moreto. Ed ecco come il teatro spagnuolo puòin qualche modo riguardarsi come la prima e vera sorgentede’ moderni drammi e tragici e comici , e come da lui de-riva la prima origine del moderno teatro .francesi Ma non pertanto bisogna pur confessare , che tutta la glo-^ e e a 1 tr ^ oderno ria del buongusto teatrale è intieramente dovuta a’ poetifrancesi. Nè Shakespear, nè Johnson, nè Vega, nè Castro,nè Calderon, nè tutti insieme i poeti inglesi e gli spagnuo-li non bastano a contrabbilanciare il merito drammatico deigran Corneille . In lui cominciò a vedersi il prodigioso effet-to d’una buona tragedia \ ed egli pure, benché più debol-mente , fece sentire il piacere d’una ben ideata commedia $ eCorneille senza contrasto deve essere venerato da tutte le na-zioni come il vero padre del moderno teatro. Gl’italiani nelsecolo decimosesto altro non fecero che imitare poco felice-mente gli antichi poeti, e azioni languide, nojosi discorsi, efredde scene introdussero nel teatro : i fiori de’ greci, dicel’Algarotti, nelle lor mani appassirono. Gli spagnuoli nel de-cimosettimo, contenti della fredda regolarità de’ pochi pezzidrammatici prodotti nell’antecedente da alcuni loro poeti,sciolsero la briglia alla fervida fantasia, e non conoscendoritegni dell’arte s’abbandonarono alle più strane e mostruoseimmaginazioni : e sebbene il sottile ingegno, e la vivace fan-tasia diede fuori molti intrecci ingegnosi, molti accidenti pia-

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