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Tomo primo
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pa , e da’ più alti monarchi fino a’ più tristi artigiani tuttigoderono i lumi delle dilettevoli ed istruttive loro lezioni.Ma nondimeno bisogna pur confessare, che i più notabili pro-gressi dell’umano intelletto nel secolo passato si fecero nellaparte scientifica, e che quell’età tanto benemerita dell’elo-quenza e della poesia, e di tutte le lettere amene può aragione venire chiamata il secolo delle scienze.

Matematiche. Tutte le scienze avevano fin allora seguita la via appiana-ta loro da’ greciy dietro le orme di questi avevano gli arabitentato qualche piccolo avanzamento; i dotti uomini del se-colo decimosesto senza discostarsi dagli antichi principj feceroassai gloriosi progressi. Ma il crearsi alcune scienze di nuo-vo, il vestir tutte nuove sembianze, Io scoprirsi un nuovoCielo ed una nuova terra, il presentarsi alla mente ed agliocchi degli uomini una nuova natura era riservato alla glo-ria del secolo decimosettimo. Più novità si scoprirono, e piùverità s’impararono in solo quel secolo, che in tutte le etàprecedenti. Fin dal principio sonò il Verulamio dall’Inghil-terra la tromba per eccitare gli uomini a combattere gli an-tichi errori, ed a tentar nuove vie per correre all’acquistodella verità, ed allo scoprimento della natura. E intanto ilKeplero nella Germania, e nell’Italia il Galileo colla sua no-bile scuola a gran passi s’innoltravano ne’ più segreti suoipenetrali. Sorsero poi dalla Francia Cartesio, e la pariginaAccademia, dall’Olanda l’Ugenio , dall’Italia il Cassini, dall’Inghilterra il Boyle, il Wallis, il Newton, e la regia Socie-tà londinese, dalla Germania il Leibnitz e i Bernoulli, edinfiniti altri di queste e d’altre nazioni a seguire in tutti isuoi passi la natura , e presentarla agli uomini svelata nellesue vere sembianze. Le matematiche si sono per modo cam-biate in quel secolo, che gli ardui problemi, che misero in