43<5
altri gloriosi ritrovati di quel gran genio sono i primi passi,che ha fatti l’uomo per giugnere alla vera conquista de’ cie-li. Al tempo medesimo il Galileo , già celebre per le fisichescoperte, emulava in Italia la gloria astronomica dell’alemannoKeplero. La natura, che fu sì feconda in produr que’ lette-rarj giganti, sembrò che volesse provvederli d’armi opportuneper ottenere la conquista de’ cieli. Il telescopio, allor inven-tato, e rimasto inutile nelle mani degli olandesi,'servì al Ga-lileo per guadagnar nuovi mondi. Stelle fisse ed erranti, solee luna, satelliti de’ pianeti, stelle non pria vedute, tutto sipresentò al Galileo in nuovo sembiante, ed egli potè dareagli uomini lo spettacolo d’un nuovo cielo. Pure i rapidi pro-gressi del Keplero e del Galileo non furono che i primi passidella moderna astronomia. Non si avevano ancora i lumi diottica e di diottrica del Cartesio, dell’Ugenio, del Gregory ,e di tant’altri, che servirono a dare maggior estensione e chia-rezza agli organi della vista ; non si conosceva l’esattezza ela precisione de’ micometri-, non era ridotta ad uso la giu-sta misura del tempo col mezzo dei pendolo: questa dilica-ta finezza delle osservazioni fu opera dell’Ugenio, del Picard,dell’Auzout, e di altri astronomi, che verso la metà diquel secolo fiorirono: venne poi la scoperta del danese Roe-mero del moto progressivo e temporaneo del lume, e ser-vì ad accrescere la giustezza e l’accuratezza delle osserva-zioni. Tanta squisitezza negli stromenti, e tanta perfezio-ne nella pratica dell’osservare produsse una tale rivoluzionenell’astronomia, che faceva d’uopo ricominciare tutte le de-terminazioni, e levare un nuovo edifizio su le rovine dell’an-tico. Così ad onore dell’astronomia fu mandato in Danimar-ca Picard, Chazelles in Alessandria, Richer nella Cayena,ed altri ad altre parti del mondo. Bayer ci presentò innanzi