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le regioni celesti nelle sue tavole uranografiche, accresciutedappoi, e migliorate dal Fiamsteed. Evelio diede un’esatta eminuta topografìa della luna, ed arricchì il cielo d’una nuo-va costellazione. Allejo portandosi in un altro emisfero ci fe-ce conoscere un mezzo cielo, che non era stato fin allor co-nosciuto . Ugenio e satelliti e nuovi fenomeni scoprì intornoa Saturno. Altri satelliti, ed altri nuovi fenomeni scoprì pu-re intorno al medesimo il Cassini.. Questi in oltre al Sole, al-la Luna, a Venere, a Marte, a Giove, ed-a’ suoi satelliti, allume zodiacale, ed a tutte le parti, e a tutti i fenomeni ce-lesti volse un occhio astronomico, che sembrava datogli ap-posta dalla natura per vedere nelle stelle ciò, che agli occhide’ più accorti ed attenti astronomi era sfuggito. In quel seco-lo stabilito fu il corso delie comete, misurata la grandezzadelia terra, determinata la sua figura, e fissato il vero siste-ma dell’universo: allora finalmente si vide dal gran Newtonmesso in ordine, e costretto a stabili leggi tutto il mondo.
Tanti sono e sì grandi i progressi allor fatti nell’astrono-mia, che un secolo intieramente occupato a promuovere glistudj astronomici appena sembra bastar potesse a produrre sìnotabili avanzamenti : ma qual maraviglia dovrà recare il se-colo decimosettimo al vederlo con uguale felicità che nell’a-stronomia inoltrarsi in tutte le altre scienze? La meccanicaappena abbozzata nelle opere di Guid’Ubaldo e dello Stevinsi vide comparire con onore sotto lo studio del Galileo edel Cartesio, ricevendo ognora più lustro dalle speculazionidell’Ugenio e del Wallis, finché venne al sommo suo splen-dore nelle mani del gran Newton. Galileo, il cui nome, co-me dice il Fontanelle, si vedrà sempre alla fronte della mag-gior parte delle scoperte, diede ancor moto all’idrostatica,che sin allora dormiva sepolta nell’obblio de’ filosofi; ma il
Fisica.