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che cominciassero a darle qualche decente ed onesta formada comparire scientifica. Boyle unitamente alla fisica speri-mentale volle servirsi della chimica per ben conoscere la na-tura , e vi apportò maggiore sagacità e più acuto giudizioche non erano soliti ad avere i seguaci di quella professione.
Le Fevre finalmente riducendola a certi principj fece d’unmeccanico e quasi vergognoso esercizio un utilissimo studio.Quant’onore non è venuto al Lemery dall’eccellente sua co-gnizione della chimica ? Videsi allora perfino dagli ultimi li-di dell’Asia mandare l’isola di Java nell’Europa un Homberga recare maggiore ornamento ad una facoltà, ch’era stata giàda molti illustri professori levata a grande splendore . La bo- Botnniea.tanica aveva bensì acquistati nel secolo precedente alcuni lu-mi; ma appena era ancora sortita dalle mani de’ medici ede’ farmaceutici: gli stessi Gesneri, Cisalpini, e i piu illustribotanici del secolo decimosesto l’avevano coltivata per farlavenire al servigio della medicina. Ma in questo tempo si vi-dero principi e signori distinti fare la loro corte alla botani-ca col solo fine di poter entrare più addentro ne’ segreti del-la natura. L’Accademia de’ Lincei di Roma, che aveva presodi mira penetrare collo sguardo linceo ne’ più nascosti senidella natura, si diede con molto ardore allo studio dellepiante. Lo stesso principe Federigo Cesi suo fondatore ne fe-ce incidere molte, e non solo promosse in altri, ma egli persè stesso coltivò quello studio. Segnalossi fra tutti gli acca-demici nelle ricerche botaniche Fabio Colonna, il quale nel-lo sprimere bene le figure delle piante, e nel darci a cono-scere la vera applicazione de’ nomi antichi porta sopra tutti lapreferenza, a giudizio del Boerhaave (a). Fino dal 1561 co-
(a) Meth. it. med. de hot ,