Antiquaria.
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colo decimosettimo si può dire venuta alla sua maturità eoi'le grandi opere cronologiche del Petavio, e deiPUsserio, ol-tre molt’altre o men esatte, o men vaste, ma che non peròsono prive di molto merito. Quanto sappiamo dell’anticageografìa tutto il dobbiamo all’erudite fatiche del Cluverioe del Cellario: dalle mani del Bochart ha ricevuti i suoi lu-mi la sacra geografìa ; la ecclesiastica incominciò a vedersirischiarata da Carlo di San-Paolo, da Luca Olstenio, e daaltri; e la moderna geografìa prima delle determinazioni de-gli astronomi del passato secolo che poteva contare se nonvaghe nozioni ed abbozzi inesatti ? Vidersi allora, per dircosì, da ogni banco, e da ogni officina scaturire nuovescienze . L’arte militare aveva ricevuti alcuni lumi dalle ri-flessioni de’ matematici ; ma il primo che la riducesse a for-ma scientifica si può dire il Vauban . Nel tempo medesimoil Savary soggettava il commercio alle regole dell’arte, e fa-ceva una scienza non men curiosa che utile dell’impiego edell’industria de’ mercanti ; e il padre Pardies recava allanautica il medesimo vantaggio riducendo ad esatto calcolola costruzione delle navi, e le fatiche de’ marinari.
Gii studj dell’antichità e delle lingue dotte sembra chevoglian essere considerati come vanti privativi del secolodeqmosesto, mercè il gran numero di dottissimi uomini, cheistancabilmente si applicarono a tali ricerche, e le interessan-ti ed erudite opere, che dalle loro fatiche furon prodotte. Manondimeno io penso, che anche in questa parte può il secolopassato levare gloriosamente la fronte, e pregiarsi a ragioned’avervi fatti gloriosi progressi . Imperciochè i Causaboni, gliHeinsi, i Meursi, gli Spanhemi, i Fabretti, e tant’altri no-mi illustri nell’antiquaria fioriti nel secolo passato possono sta-re a petto co’ grand’uomini, che avevano lor preceduto in